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L’attività del voucher educativo è rivolta alla persona, alla famiglia e alla collettività, individua i bisogni di salute psichica e le priorità di intervento preventivo, educativo e di recupero.

Identifica i bisogni di salute sulla base dei dati epidemiologici e socio-culturali, individua i fattori biologici e sociali di rischio ed è responsabile dell’attuazione, della soluzione e degli interventi.

Progetta, programma, attua e valuta gli interventi di educazione e accompagnamento in tutte le fasi della vita della persona, interviene nei programmi di pianificazione famigliare e di educazione sanitaria e socio-affettiva.

A chi è rivolto il servizio:

  • diversamente abili
  • malati psichici

 Nello specifico si cerca di favorire la permanenza a domicilio o comunque sviluppare una rete integrata di servizi, idonea a permettere alla persona in condizioni di fragilità di scegliere la risposta più adeguata alle sue esigenze, ritardando l’istituzionalizzazione e promuovendo la de-istituzionalizzazione.

  In particolare con l’ educazione socio-affettiva si cerca di promuovere:

  •  la prevenzione del disagio emotivo-relazionale;
  • lo sviluppo “integrale” dell'utente andando oltre la semplice dimensione culturale;
  • il benessere psicologico e socio-affettivo;
  • l’acquisizione di consapevolezza e capacità di autoregolazione delle proprie emozioni;
  • la conoscenza e l'approfondimento dei principali aspetti del comportamento sociale;
  • lo sviluppo della cultura del positivo verso la vita, se stessi e gli altri;
  • la progressiva maturazione delle abilità emotive e sociali;
  • la progressiva maturazione dell’autonomia di giudizio e di scelta;
  • il riconoscimento della vera libertà (basata sui valori e sul senso di responsabilità) dall’arbitrio;
  • coinvolgimento dei famigliari sui temi dell’educazione socio-affettiva.

 Il voucher educativo è uno strumento, una risorsa per crescere ed educare alla relazionalità, al gusto di vivere e di creare, per approfondire un approccio positivo e critico della realtà.

La cultura dell'accoglienza è centrale nell'ambito familiare; la sua diffusione implica un aiuto proprio alla famiglia in difficoltà, un supporto all'associazionismo familiare, alla rete dei servizi presenti sul territorio per qualificare una possibile attuazione del valore. La stessa azione educativa costituisce la prima forma di prevenzione; una persona, infatti, cresce in presenza di certezze affettive, se aiutato a comprendere la realtà nel suo insieme per diventarne protagonista attivo.

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